Come Giocare a Leggo la tua Memoria

Un gioco bellissimo e divertentissimo che può farti apparire come un mago agli occhi della gente. Ovviamente potrai ripetere lo stesso gioco ad altre persone, l’importante è che non abbiano assistito alla tua prima performance perchè il risultato sarà sempre lo stesso.

Come primo passo devi selezionare tra le varie persone che ti stanno attorno una che dia molta attenzione alle tue parole. All’inizio, per far credere alla vittima che tu non hai ‘poteri’ magici, farai finta di sapere ciò che lei in quel momento sta pensando, dicendo però solo delle gran cavolate.

Dopo, una volta rotto il ghiaccio, farai iniziare il gioco alll’improvviso, richiamando l’attenzione di tutti. Per prima cosa fai pensare un numero da 1 a 9 (poniamo il caso che la vittima abbia pensato il 4. Dopo fai moltiplicare il numero pensato per 9 (e da 36). Fai sommare tra loro le cifre del numero che gli è dato. (36; 3 6=9). Al numero dato, che sarà sempre 9 (puoi fare la prova anche con tutti gli altri numeri) fai sottrarre 5. (il risultato sarà dunque 4). Finora i risultati elencati sono sempre gli stessi per qualsiasi numero che va da 1 a 9.

Una volta che sei arrivato a 4, fai associare questo numero con la corrispondente lettera dell’alfabeto (1=A; 2=B; 3=C; 4=C; ecc…). Ovviamente tu saprai a priori che la sua lettera sarà D. Fatto il quinto passaggio inviti la vittima a pensare una nazione europea che abbia come lettera iniziale, la stessa lettera che a lei è risultata dal gioco. (Il trucco principale è ora qui: l’unica nazione europea che ha la ‘d’ come lettera iniziale è la DANIMARCA, quindi la vittima sarà costretta a pensare questa nazione).

Inviti ora la vittima pensare un colore che inizi con la terza lettera della Nazione che ha scelto (Dato che è la lettera N, la vittima penserà sicuramente ‘NERO’). Come ultimo passaggio inviti la vittima a pensare un animale di grandi dimensioni con la seconda lettera del colore che lei ha scelto (Dato che è la E, dovrà pensare a forza’ELEFANTE’). Giunto a questo punto blocchi la vittima e gli dici:’Scusa, ma che ci fa un Elefante Nero in Danimarca?’…lo stupore è garantito.

Come Coltivare con l’Idrocoltura

L’idrocoltura è un metodo di coltivazione delle piante che esclude completamente l’utilizzo della terra.

Adatto alle piante ornamentali da interni, ne facilita la cura e il mantenimento, garantendone al tempo stesso uno sviluppo rigoglioso e sano. Infatti l’idrocoltura asseconda il ritmo di crescita della pianta, fornendole un ambiente di sviluppo ottimale.

Un elemento indispensabile per la vita delle piante è l’acqua: esse infatti non vivono di terra, ma delle sostanze nutritive in essa contenute, che vengono assorbite tramite le radici, grazie all’acqua che le discioglie.

Acqua ed elementi nutritivi sono quindi indispensabili per la crescita, mentre il terriccio svolge solo funzioni di sostegno, compito che in idrocoltura viene affidato all’argilla espansa.

In idrocoltura infatti, le radici delle piante vengono poste in un contenitore dotato di fori e riempito di palline di argilla, o di un altro materiale incoerente e inerte.

Il contenitore viene a sua volta posizionato all’interno di un secondo vaso riempito con acqua e sostanze nutritive che verranno assorbite del materiale inerte e rese disponibili all’apparato radicale.

Le piante così coltivate necessitano di minori cure rispetto a quelle coltivate nel terriccio: la manutenzione è limitata al solo rabbocco dell’acqua, arricchita dalle sostanze nutritive presenti negli appositi prodotti fertilizzanti.

Quali piante?
Molti tipi di piante si possono adattare all’idrocoltura:

I migliori risultati si ottengono utilizzando piante da interni a foglia verde, o piante con un apparato radicale robusto e dal rapido sviluppo: tra queste i Ficus, le Calathee, il Pothos, la Dracena, la Chamaedorea, i Philodendri;
Tra le piante fiorite adatte per l’idrocoltura ci sono le Kalanchoe, l’Hibiscus, lo Spathiphyllum, l’Anthurium, la Saintpaulia;
Sono da evitare i cactus, che non amano gli ambienti umidi, mentre si possono coltivare alcune succulente come l’Aloe e le Crassulacee;
Anche alcune Epifite, come le Orchidee, trovano un ambiente ideale se coltivate in idrocoltura;
Le bulbose, come i Giacinti, i Crocus e l’Hippeastrum possono crescere in idrocoltura a patto che il bulbo non venga a diretto contatto con l’acqua.
Come iniziare
E’ possibile acquistare in vivaio piante già coltivate in idrocoltura, che non avranno problemi di adattamento e saranno pronte per essere utilizzate. In alternativa è possibile preparare da soli le piante: è più semplice iniziare con piante di piccole dimensioni, ad esempio talee radicate in acqua, che si adattano facilmente al substrato di argilla e alla costante presenza di umidità . Per coltivare in idrocoltura piante cresciute in terra è necessario pulire perfettamente le radici dalla terra, immergendole in acqua per alcune ore e risciacquandole poi con acqua pulita. Le radici vanno poi accorciate di almeno un quarto della loro lunghezza prima del rinvaso nell’argilla. Il periodo migliore per il passaggio dalla terra all’idrocoltura è la primavera, che corrisponde con la ripresa vegetativa della pianta.

L’idrovaso
Le piante coltivate in idrocoltura devono essere poste in un vaso riempito con argilla espansa, dotato di fori o fessure, che serviranno a consentire il passaggio dell’acqua e delle sostanze nutritive. Il vaso deve quindi essere inserito in un portavaso privo di fori di drenaggio, al cui interno viene posta una soluzione costituita da acqua e fertilizzante. Il vaso con la pianta deve essere immerso per circa un quarto nella soluzione. In commercio esistono vasi appositi, muniti di intercapedine.

Il fertilizzante
In commercio si trovano diversi tipi di fertilizzanti per idrocoltura, in grado di fornire alla pianta gli elementi necessari alla sua giusta nutrizione: i migliori sono costituiti da resine a scambio ionico. Somministrando la quantità necessaria di fertilizzante, viene garantito il nutrimento alla pianta per circa 4/5 mesi, durante i quali sarà necessario soltanto rabboccare l’acqua di tanto in tanto.

L’argilla espansa
E’ disponibile in elementi a forma sferica, porosi e leggeri, ma allo stesso tempo molto resistenti. Si tratta di un materiale inerte e inalterabile nel tempo, che garantisce un’ossigenazione ottimale delle radici, evitandone l’asfissia.

L’indicatore di livello dell’acqua
E’ un accessorio indispensabile per l’idrocoltura ed è costituito da un elemento galleggiante che indica la quantità di acqua presente nel sistema. Presenta tre tacche di riferimento che segnalano il livello minimo, medio e massimo dell’acqua. Il livello medio è quello ottimale e l’acqua va aggiunta solo quando si raggiunge il livello minimo. Il livello massimo deve essere raggiunto solo nel caso si preveda di non poter innaffiare la pianta per un lungo periodo.

I vantaggi dell’idrocoltura
Risparmio di tempo, grazie alle cure ridotte al minimo e alle annaffiature poco frequenti: possiamo lasciare le piante senza cure per settimane senza farle soffrire;
Facile da mantenere: le piante coltivate in idrocoltura si sviluppano facilmente, in quanto le radici risultano perfettamente ossigenate;
Non sono necessari rinvasi frequenti, in quanto lo sviluppo delle piante in idrocultura è abbastanza lento;
In caso di rinvaso non è necessario cambiare tutto il substrato, ma è sufficiente rabboccare il nuovo vaso;
Non si corre il rischio di sbagliare l’irrigazione, grazie agli indicatori di livello dell’acqua;

Come Coltivare Zenzero e Zafferano in Casa

Possono essere piantate in vaso, in balcone, in terrazzo o in casa, per avere sempre a portata di mano i preziosi frutti. Per farlo, è necessario qualche accorgimento. Vediamo come fare.

Z come Zafferano
Il colore inconfondibile delle tonache dei monaci buddisti deriva dagli stimmi dello zafferano.

I Romani lo usavano come profumo, cospargendo i bagni e gli atri. Nel medioevo veniva usato nelle cucine dei nobili, proprio per il suo essere simbolo di ricchezza, dato il suo costo elevatissimo.

Lo zafferano si presenta con un bulbo carnoso e un fiore dal colore che varia dal lilla chiaro al viola purpureo.

La pianta è alta circa 10 cm e può essere facilmente invasata. I fiori, una volta aperti, a differenza dagli altri crochi, non si richiudono.

La stagione più adatta per piantare i bulbi è la primavera, mentre la fioritura e la raccolta dei filamenti avvengono tra ottobre e novembre. Un bulbo adatto per essere piantato ha più o meno la grandezza di uno spicchio d’aglio.

Il terreno più adatto alla coltura è argilloso o siliceo e deve avere un ottimo drenaggio.

Lo zafferano non teme il gelo, ma ama il sole e non si sviluppa bene in zone umide e nebbiose.

Un anno dopo l’impianto il bulbo deve essere estratto dal terreno per essere liberato dai bulbi laterali che si sono formati e che possono a loro volta essere messi a dimora, ovvero interrati.

I fiori, dai quali si ricavano i preziosi stimmi, si raccolgono nelle prime ore del mattino o alla sera (quando sono più chiusi).

Successivamente si staccano a mano i tre filamenti all’interno del fiore, con delicatezza: uno solo dei tre stimmi è quello buono, gli altri due sono detti “femminelle” e non hanno alcun sapore o profumo.

Prima dell’uso gli stimmi devono essere seccati al sole o su un braciere o in un piccolo forno.

Per ottenere 1 kg di zafferano occorrono più di 150.000 fiori, ed è per questo che lo zafferano è la spezia più cara del mondo.

Z come Zenzero
Della stessa famiglia del cardamomo, lo zenzero viene utilizzato in Oriente da millenni, per aromatizzare e insaporire i cibi e come rimedio medicamentoso.

La pianta si presenta con foglie lunghe e fiori gialli o purpurei ed è alta circa un metro.

Direttamente dalla radice, emette uno stelo simile alla canna da zucchero, con foglie strette a forma di lancia.

Non produce frutto e infatti in coltivazione viene riprodotta separando parti della radice sotterranea, o rizoma, a forma di tubero, che è anche la parte che si utilizza in cucina e in erboristeria.

La pianta si coltiva bene in casa, avendo cura di procurarsi una radice fresca, e invasandola negli ultimi giorni d’inverno. All’esterno, alla nostra latitudine, non riesce ad attecchire.

E’ preferibile utilizzare un vaso in coccio, largo e profondo, da circa 10-15 litri, ponendo la radice al centro e in profondità ricoperta con terriccio universale.

L’innaffiatura deve essere regolare evitando ristagni di acqua nel sottovaso. Il vaso va esposto in zona soleggiata, ma non alla luce diretta.

E’ bene evitare la concimazione chimica se si vuole utilizzare lo zenzero come ingrediente gastronomico casalingo.

Quando dal vaso emerge un tratto di tubero lignificato (nel periodo invernale) è il momento di dissotterrare la radice avendo l’accortezza di lasciarne un pezzo a disposizione da rinvasare successivamente per ottenere una nuova piantina.

Lo zenzero si raccoglie sollevando i rizomi dal terreno, lavandoli e lasciandoli seccare al sole per circa otto giorni.
Una volta essiccato lo zenzero ha forma irregolare e il suo colore può variare dal giallo scuro al marrone chiaro.

In India e nel Sud-Est asiatico, è usato insieme al curry come condimento per molte ricette.

Nei paesi anglosassoni viene utilizzato nella preparazione di birre o di altre bevande fermentate, come ad esempio il ginger ale, oppure nella preparazione di dolci e biscotti

Come Preparare Polpette ai Carciofi

Le Polpettine ai carciofi si possono accompagnare con un’insalatina di campo oppure con un pinzimonio fresco.Sono ottime per le feste tra amici o tra bimbi, si mangiano anche in piedi e non ungono affatto!

Ingredienti
Per 4 persone ()

200 grammi patata
8 carciofi medi
1 limone
1 scalogno
2 uova garndi
4 cucchiaio(i) latte
2 cucchiaio(i) parmigiano reggiano
2 cucchiaio(i) pangrattato
1 manciata(e) menta fresca foglia tonda
1 pizzico(chi) origano fresco

Istruzioni
Pulite i carciofi eliminando le foglie esterne dure, passateli con il limone e metteteli a bagno in acqua fredda acidulata col succo di limone. Potete utilizzare anche i cuori di carciofo surgelati e passare direttamente al punto successivo.

Sciacquateli, tagliateli a fette e fateli stufare coperti, per una decina di minuti, in una padella con un dito di acqua bollente e lo scalogno intero. Pulite, sbucciate e lessate la patata nel microonde con un filo d’acqua.

Togliete dal fuoco, lasciate stiepidire poi strizzateli leggermente e tritateli finemente nel mixer insieme a erbe, spezie e una presa di sale.
Trasferite in una terrina, aggiungete la patata schiacciata con uno schiacciapatate, il parmigiano, 1 uovo e qualche cucchiaio di latte, 2 cucchiai di olio e amalgamate bene il composto. Coprite e mettete a riposare in frigo per circa 1 ora.

Trascorso il tempo battete in una terrina l’uovo rimasto con un pizzico di sale e versate in un’altra terrina abbondante pangrattato.

Riprendete il composto delle crocchette dal frigo e lavorando con le mani formate tante palline o bastoncelli, passateli nell’uovo e nel pangrattato un paio di volte poi friggete in abbondante olio di semi di soia o di mais.
Scolate le crocchette di carciofi quando saranno ben dorate, appoggiatele su un foglio di carta assorbente e servitele tiepide.

*Perchè io non metto il curry? Perchè personalmente penso a questa polpettine come una cosa dove nessun gusto deve prevalere sul carciofo e sulla menta, quindi direi…curcuma a volontà…fa un bel colore e un gusto dolcino…..le rende “magiche”.

Come Preparare Muffin al Cioccolato

Un altra ricettina di Muffin per le affezionate (ed affezionati) al delizioso dolcetto…ricordate bene..il vero miglior amico delle donne..è il MUFFIN!!
Si tratta di una rielaborazione di questa ricetta.

Ingredienti
Per 4 persone ()
320 grammi farina
200 mL panna da cucina
170 mL latte
100 grammi cioccolato fondente a scaglie
100 grammi cioccolato bianco a scaglie
150 grammi zucchero
50 mL olio di mais
1 uovo
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
1 pizzico(chi) sale
80 grammi burro

Istruzioni
Mescolate nella planetaria tutti gli ingredienti liquidi, in un’altra ciotola, mescolate tutti gli ingredienti solidi.
Poi versate i liquidi nei solidi, mescolate velocemente e per ultimo unite i cioccolati.
Imburrate ed infarinate degli stampini da muffin, versate il composto e infornate a 180 gradi per 23 minuti circa.