Come Preparare Plumcake alle Mandorle

Come fate quando volete sperimentare nuove ricette in cucina? Io parto sempre da un ingrediente particolare: un frutto di stagione, una farina da finire o, come in questo caso, un sacchetto che al supermercato ha attirato la mia attenzione… la “farina di mandorle”! Appena l’ho vista, mi è venuto in mente di provare a trasformarla in un plumcake dal sapore delicato, adatto ad essere mangiato a colazione, da solo o accompagnato da una marmellata o una crema.

Per crearlo, ho preso spunto da questa ricetta, a cui ho aggiunto le mandorle e la fecola di patate, per far diventare più soffice l’impasto.

Ingredienti:
120 g di burro
100 g di fecola di patate (si trova al supermercato, nel mio è vicino al lievito e allo zucchero a velo)
200 g di farina 00
1 bustina di lievito per dolci
80 g di farina di mandorle
180 g di zucchero
2 uova
qualche scaglia di mandorla per decorare… anche l’occhio vuole la sua parte, no?! 😉

Ho miscelato le farine, la fecola e il lievito con lo zucchero e le uova; ho aggiunto il burro, precedentemente ammorbidito, e ho messo il tutto nello stampo da plumcake imburrato. Ho ricoperto con le scagliette di mandorla e infornato a 180° per 30 minuti circa (se vedete che si scurisce troppo, abbassate la temperatura).
Dopo non vi resta che gustarlo a colazione. Noi lo abbiamo spalmato con la crema di marroni fatta da mia suocera, che è una cuoca meravigliosa e con le castagne prepara delle delizie indescrivibili.

Come Delegare Ritiro di Documenti

Può succedere di avere bisogno di ritirare dei documenti in un ufficio e di non poterlo fare di persona a causa di altri impegni.

In situazioni di questo genera diventa molto utile la delega, uno strumento attraverso il quale è possibile incaricare una persona a fare qualcosa al proprio posto. La delega ha un campo di applicazione piuttosto ampio, non è limitata al ritiro di documenti, ma include situazioni come la partecipazione all’assemblea condominiale.

La delega deve essere fatta tramite un documento scritto e risulta essere piuttosto semplice da compilare.

Come prima cosa, nel documento bisogna inserire i dati che permettono di identificare in modo preciso il delegante, cioè la persona che conferisce l’incarico, e il delegato, cioè la persona che viene incaricata al ritiro dei documenti.
Per esempio è possibile scrivere nel modo seguente.

l/La sottoscritto/a ____________________________________________________________
nato/a a __________________________________________ il ________________________

DELEGA

il/la sottoscritto/a ____________________________________________________________
nato/a ___________________________________ il __________________

Una volta fatto questo, bisogna specificare cosa può fare il delegato visto che la delega non può essere generica.
Visto che si parliamo di una delega per ritiro documenti, è necessario indicare i documenti che devono essere ritirati.
Per esempio è possibile scrivere nel modo seguente.

a ritirare i seguenti documenti
_________________________________________

_________________________________________

Il documento si conclude poi con la firma del delegante.

Per concludere, bisogna ricordare che il delegante deve anche allegare la copia di un proprio documento di identità alla delega.

Come Preparare Ciambella al Caffè

Se anche per voi la colazione del week end deve essere dolce, tonificante e allegra, ecco una ciambella per il buonumore che si prepara in pochi minuti.

Ingredienti:
150 g di zucchero
1 uovo
60 g di burro
150 ml di latte
50 ml di caffè
200 g di farina 00 per dolci
50 g di farina di cocco
un pizzico di sale
1 bustina di lievito

Ora vi svelo come l’ho preparata. Ma vi prego, non ditelo a un professionista! Ehm, allora, ho preso gli ingredienti e… li ho buttati tutti quanti nella ciotola, senza un ordine particolare e senza troppe attenzioni. Ho mescolato energicamente e versato il composto nella teglia per ciambelle. Lo so, non è un metodo molto scientifico ma ha funzionato! E vi dirò di più… l’impasto non era neanche super omogeneo… ma in fondo perché prendersela tanto con quei piccoli grumetti innocenti? 😉
Ho infornato a 180° circa e fatto cuocere per 20 minuti . Iil mio forno però è un po’ forte… forse in uno normale ne servono di più, controllate con il famoso stuzzicadenti e siete sicuri di non sbagliare.

Come Giocare a Leggo la tua Memoria

Un gioco bellissimo e divertentissimo che può farti apparire come un mago agli occhi della gente. Ovviamente potrai ripetere lo stesso gioco ad altre persone, l’importante è che non abbiano assistito alla tua prima performance perchè il risultato sarà sempre lo stesso.

Come primo passo devi selezionare tra le varie persone che ti stanno attorno una che dia molta attenzione alle tue parole. All’inizio, per far credere alla vittima che tu non hai ‘poteri’ magici, farai finta di sapere ciò che lei in quel momento sta pensando, dicendo però solo delle gran cavolate.

Dopo, una volta rotto il ghiaccio, farai iniziare il gioco alll’improvviso, richiamando l’attenzione di tutti. Per prima cosa fai pensare un numero da 1 a 9 (poniamo il caso che la vittima abbia pensato il 4. Dopo fai moltiplicare il numero pensato per 9 (e da 36). Fai sommare tra loro le cifre del numero che gli è dato. (36; 3 6=9). Al numero dato, che sarà sempre 9 (puoi fare la prova anche con tutti gli altri numeri) fai sottrarre 5. (il risultato sarà dunque 4). Finora i risultati elencati sono sempre gli stessi per qualsiasi numero che va da 1 a 9.

Una volta che sei arrivato a 4, fai associare questo numero con la corrispondente lettera dell’alfabeto (1=A; 2=B; 3=C; 4=C; ecc…). Ovviamente tu saprai a priori che la sua lettera sarà D. Fatto il quinto passaggio inviti la vittima a pensare una nazione europea che abbia come lettera iniziale, la stessa lettera che a lei è risultata dal gioco. (Il trucco principale è ora qui: l’unica nazione europea che ha la ‘d’ come lettera iniziale è la DANIMARCA, quindi la vittima sarà costretta a pensare questa nazione).

Inviti ora la vittima pensare un colore che inizi con la terza lettera della Nazione che ha scelto (Dato che è la lettera N, la vittima penserà sicuramente ‘NERO’). Come ultimo passaggio inviti la vittima a pensare un animale di grandi dimensioni con la seconda lettera del colore che lei ha scelto (Dato che è la E, dovrà pensare a forza’ELEFANTE’). Giunto a questo punto blocchi la vittima e gli dici:’Scusa, ma che ci fa un Elefante Nero in Danimarca?’…lo stupore è garantito.

Come Coltivare con l’Idrocoltura

L’idrocoltura è un metodo di coltivazione delle piante che esclude completamente l’utilizzo della terra.

Adatto alle piante ornamentali da interni, ne facilita la cura e il mantenimento, garantendone al tempo stesso uno sviluppo rigoglioso e sano. Infatti l’idrocoltura asseconda il ritmo di crescita della pianta, fornendole un ambiente di sviluppo ottimale.

Un elemento indispensabile per la vita delle piante è l’acqua: esse infatti non vivono di terra, ma delle sostanze nutritive in essa contenute, che vengono assorbite tramite le radici, grazie all’acqua che le discioglie.

Acqua ed elementi nutritivi sono quindi indispensabili per la crescita, mentre il terriccio svolge solo funzioni di sostegno, compito che in idrocoltura viene affidato all’argilla espansa.

In idrocoltura infatti, le radici delle piante vengono poste in un contenitore dotato di fori e riempito di palline di argilla, o di un altro materiale incoerente e inerte.

Il contenitore viene a sua volta posizionato all’interno di un secondo vaso riempito con acqua e sostanze nutritive che verranno assorbite del materiale inerte e rese disponibili all’apparato radicale.

Le piante così coltivate necessitano di minori cure rispetto a quelle coltivate nel terriccio: la manutenzione è limitata al solo rabbocco dell’acqua, arricchita dalle sostanze nutritive presenti negli appositi prodotti fertilizzanti.

Quali piante?
Molti tipi di piante si possono adattare all’idrocoltura:

I migliori risultati si ottengono utilizzando piante da interni a foglia verde, o piante con un apparato radicale robusto e dal rapido sviluppo: tra queste i Ficus, le Calathee, il Pothos, la Dracena, la Chamaedorea, i Philodendri;
Tra le piante fiorite adatte per l’idrocoltura ci sono le Kalanchoe, l’Hibiscus, lo Spathiphyllum, l’Anthurium, la Saintpaulia;
Sono da evitare i cactus, che non amano gli ambienti umidi, mentre si possono coltivare alcune succulente come l’Aloe e le Crassulacee;
Anche alcune Epifite, come le Orchidee, trovano un ambiente ideale se coltivate in idrocoltura;
Le bulbose, come i Giacinti, i Crocus e l’Hippeastrum possono crescere in idrocoltura a patto che il bulbo non venga a diretto contatto con l’acqua.
Come iniziare
E’ possibile acquistare in vivaio piante già coltivate in idrocoltura, che non avranno problemi di adattamento e saranno pronte per essere utilizzate. In alternativa è possibile preparare da soli le piante: è più semplice iniziare con piante di piccole dimensioni, ad esempio talee radicate in acqua, che si adattano facilmente al substrato di argilla e alla costante presenza di umidità . Per coltivare in idrocoltura piante cresciute in terra è necessario pulire perfettamente le radici dalla terra, immergendole in acqua per alcune ore e risciacquandole poi con acqua pulita. Le radici vanno poi accorciate di almeno un quarto della loro lunghezza prima del rinvaso nell’argilla. Il periodo migliore per il passaggio dalla terra all’idrocoltura è la primavera, che corrisponde con la ripresa vegetativa della pianta.

L’idrovaso
Le piante coltivate in idrocoltura devono essere poste in un vaso riempito con argilla espansa, dotato di fori o fessure, che serviranno a consentire il passaggio dell’acqua e delle sostanze nutritive. Il vaso deve quindi essere inserito in un portavaso privo di fori di drenaggio, al cui interno viene posta una soluzione costituita da acqua e fertilizzante. Il vaso con la pianta deve essere immerso per circa un quarto nella soluzione. In commercio esistono vasi appositi, muniti di intercapedine.

Il fertilizzante
In commercio si trovano diversi tipi di fertilizzanti per idrocoltura, in grado di fornire alla pianta gli elementi necessari alla sua giusta nutrizione: i migliori sono costituiti da resine a scambio ionico. Somministrando la quantità necessaria di fertilizzante, viene garantito il nutrimento alla pianta per circa 4/5 mesi, durante i quali sarà necessario soltanto rabboccare l’acqua di tanto in tanto.

L’argilla espansa
E’ disponibile in elementi a forma sferica, porosi e leggeri, ma allo stesso tempo molto resistenti. Si tratta di un materiale inerte e inalterabile nel tempo, che garantisce un’ossigenazione ottimale delle radici, evitandone l’asfissia.

L’indicatore di livello dell’acqua
E’ un accessorio indispensabile per l’idrocoltura ed è costituito da un elemento galleggiante che indica la quantità di acqua presente nel sistema. Presenta tre tacche di riferimento che segnalano il livello minimo, medio e massimo dell’acqua. Il livello medio è quello ottimale e l’acqua va aggiunta solo quando si raggiunge il livello minimo. Il livello massimo deve essere raggiunto solo nel caso si preveda di non poter innaffiare la pianta per un lungo periodo.

I vantaggi dell’idrocoltura
Risparmio di tempo, grazie alle cure ridotte al minimo e alle annaffiature poco frequenti: possiamo lasciare le piante senza cure per settimane senza farle soffrire;
Facile da mantenere: le piante coltivate in idrocoltura si sviluppano facilmente, in quanto le radici risultano perfettamente ossigenate;
Non sono necessari rinvasi frequenti, in quanto lo sviluppo delle piante in idrocultura è abbastanza lento;
In caso di rinvaso non è necessario cambiare tutto il substrato, ma è sufficiente rabboccare il nuovo vaso;
Non si corre il rischio di sbagliare l’irrigazione, grazie agli indicatori di livello dell’acqua;