Come Recuperare un Poggiapiedi

Cambio di stagione per il nostro guardaroba e cambio d’abito per un nostro poggiapiedi consumato. Cosa avranno a che fare le due cose? Presto detto, durante il cambio di stagione avremo sicuramente trovato alcuni indumenti che ormai non vanno più bene, abiti che dismetteremo, magari anche rovinati da uno strappo o un buchetto. Perfetti per il nostro lavoro soprattutto se saranno i tessuti di vecchie giacche e cappotti, perchè più robusti e resistenti. Forza prendete questi capi e seguitemi.

Iniziamo con il tagliare dai capi dismessi, rettangoli di tessuto di dimensioni diverse. Da 10cm x 15cm, un poco più grandi, un poco più piccoli… Per evitare che si sfilacci il tessuto nel punto in cui l’abbiamo tagliato, rinforziamo il perimetro con un orlo a punti stretti. Dopo aver orlato tutti i rettangoli, decoriamoli con dei grossi punti a festone, usando del filo di cotone di quello da ricamo scelto in un colore a contrasto con il tessuto.

Come secondo passo, prendiamo il nostro poggiapiedi e decidiamo se i rettangoli di tessuto li applicheremo direttamente sulla vecchia tappezzeria o se lo vogliamo prima rivestire di una nuova. Nel caso in cui lo volessimo rivestire, sempre utilizzando un tessuto pesante tra quelli prima dismessi, applichiamolo su tutta la superficie fissandolo al legno con chiodi da tappezziere. Poi componendoli come meglio ci piace, disponendoli e sovrapponendoli con fantasia, fissiamo con punti piccoli e nascosti i nostri rettangoli di stoffa al poggiapiedi.

Se vogliamo creare un effetto molto english sarebbero bellissimi scampoli di tweed, principe di galles, pied-de-poule.Una volta finita l’applicazione di queste variopinte stoffe, il nostro nuovo poggiapiedi è pronto per essere accostato alla nostra poltrona preferita. Il lavoro eseguito sul poggiapiedi è naturalmente anche realizzabile su sedie o poltrone che vorremo rivisitare. Quindi tuffiamoci negli armadi e andiamo a caccia di incantevoli tesori di stoffa per decorare con ironia la nostra casa.

Come Recuperare lo Smalto di un Oggetto

C’è chi li ricorda per averli visti in vecchi film, chi li ha trovati nella credenza, chi come me ne va a caccia per i mercatini dell’antiquariato. Sono i meravigliosi oggetti in latta smaltata che una volta erano comunissimi. Brocche, barattoli, bacinelle, che ora sono vere rarità e che spesso quando le reperiamo hanno bisogno di accomodamenti. Vediamo come ripristinare lo smalto quando il tempo lo ha fatto sbeccare.

Occorrente
Carta vetrata sottile
Primer aggrappante per metalli
Vernice a smalto bianca

La prima cosa da fare, con i nostri oggetti di latta smaltata da restaurare, è pulirne delicatamente tutta la superficie su cui opereremo con un panno di lana morbido. Dobbiamo eliminare le tracce di polvere e sporco, affinchè i prodotti che applicheremo facciano presa. Ricordate però che il nostro intervento avrà successo solo se la superficie di smalto sbeccato è piccola. Per grosse parti mancanti il risultato sarà purtroppo atrocemente visibile.

Pulita la superficie, carteggiamo dove lo smalto si è staccato e con la carta vetrata sottile rimuoviamo lo strato di vernice. Dopo, con un pennello piccolo dalla punta piatta, stendiamo una mano di primer aggrappante per metalli. Ci serve per permettere alla vernice di aderire meglio. Passiamo ancora una mano di vernice a smalto bianca, cercando un bianco quanto più vicino a quello del nostro oggetto sbeccato.

Lasciamo che la prima mano di prodotti si asciughi e poi levighiamo delicatamente con la carta vetrata sottile. Dobbiamo togliere ogni dislivello. Poi di strato in strato procediamo passando il primer e lo smalto e la carta vetrata. Lo scopo è quello di raggiungere lo spessore necessario a colmare la sbeccatura. Raggiunto il giusto livello diamo un’ultima mano di bianco e abbiamo fatto. I nostri oggetti di latta smaltata sono ritornati nuovi e belli come se il tempo non fosse mai passato.

Come Affilare gli Attrezzi

Avere cura delle lame utilizzate in cucina e delle forbici evitando di lavarle o utilizzarle per funzioni non adatte, ci risparmia per molto tempo l’onere di affilarle. Tuttavia quel momento arriva e lo vediamo dal taglio opaco, con striature, ruvido.

Se decidiamo di affilarla personalmente dobbiamo avere gli arnesi idonei allo scopo e non sempre si dispone di certi attrezzi. Un altro inconveniente può essere la mancanza di spazio dove tenerli. Comunque procediamo.

Basandoci sull’esempio del coltello da cucina, alcuni dati da considerare sono che: più l’angolo del bisello è acuto e più la lama taglia, ma il suo filo è più fragile. Invece nel caso contrario durerà di più.

Potete dunque affilare la vostra lama con una mola ad acqua, con una mola smeriglio a motore, con pietre ad acqua o ad olio. Riguardo a queste ultime è bene tenere conto che ad olio hanno maggiore durata.

L’angolo del bisello, trattandosi di coltelli ad uso domestico, sarà di norma tra i 17 e 20 gradi. Anche se esistono altri sistemi, vi spiegherò come affilare tramite il sistema delle pietre, essendo il meno dispendioso ed ingombrante.

Se avete scelto di lavorare con una pietra ad acqua, questa va utilizzata bagnata con acqua o petrolio; se avete scelto quella ad olio va lubrificata con olio da macchina raffinato o olio di paraffina.

La regola è in ogni caso di non usare mai le pietre asciutte. Se aveste appena acquistato una pietra, dovete saturarla di olio e tenerla al riparo dalla polvere. Fate conto che poi vi sono vari tipi di pietre.

Ci sono pietre a taglio grosso, medio e fine: con il primo la vostra lama asporterà più materiale, mentre con l’ultimo otterrete un’affilatura migliore. Per procedere procuratevi anche una striscia di cuoio detta “coramella”.

Dovete sfregare il metallo sulla pietra e poi passarlo sulla coramella, per affilatura esterna sul piano, mentre per quella interna sul sagomato. sarete certi dell’affilatura quando vedrete della peluria sulla parte terminale della lama.

A questo punto l’obiettivo è raggiunto, ma per mantenere più a lungo il risultato è meglio conservare le lame avendo cura che non si urtino tra loro. Se poi non si usano per molto tempo vanno tenute lubrificate e in luogo asciutto per evitare la ruggine.

Come Fare Ciondoli e Orecchini con una Cerniera

Nella guida di seguito qualche breve consiglio per realizzare un ciondolo e un paio di orecchini molto originali e da recupero.

Cosa serve per completare questa guida:
cerniera
colla a caldo
monachelle

Istruzioni
Per la realizzazione degli orecchini e del ciondolo con una semplice cerniera zip, ecco come procedere. Per prima cosa, dovrete recuperare due o tre zip (in base alla loro lunghezza) del medesimo colore.

Una volta che avete recuperato le cerniere, che potrete scucire da qualsiasi indumento che non usate più (e che non è nemmeno in condizioni di essere regalato ai più bisognosi), tirate via la cerniera.

In questo modo avrete recuperato i due lati che compongono la cerniera stessa. Prendete il primo e procedete nel modo seguente: dovrete piegare la larghezza dl tessuto su cui sono installati i dentini della zip.

Per fare questo basterà semplicemente piegare in due il tessuto riportando il lato piegato subito sotto i dentini. Incollate il tessuto in modo da creare una base di tessuto abbastanza resistente per tutta la lunghezza della cerniera.

A questo punto, sempre armati di colla a caldo o ago e filo (anche se è preferibile semplicemente la colla a caldo) prendete il primo capo della cerniera e fate nel modo seguente. Avvolgete su se stesso il primo centimetro.

Usate una punta di colla a caldo per fermare il primo punto, quindi, proseguite ad arrotolare in un verso e nell’altro in modo da realizzare dei veri e propri ghiri gori per tutta la lunghezza della cerniera.

Potete procedere come meglio credete, l’unica cosa importante è quella di bloccare i punti di tanto in tanto per evitare che i ghiri gori si sciolgano. Per il ciondolo avrete bisogno di una cerniera leggermente più lunga.

Una volta che avete quasi terminato la lunghezza della cerniera, conservate gli ultimi due centimetri per realizzare l’eventuale gancetto per l’applicazione del girocollo. Adesso potete passare agli orecchini.

Per la realizzazione degli orecchini, dovrete preventivamente calcolare la lunghezza di cerniera che vi occorre, quindi, creare due cerniere che abbiano la stessa lunghezza. Cominciate a realizzare i vostro ghiri gori.
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Una volta terminato il primo orecchino, procedete allo stesso modo per la realizzazione del secondo, facendo attenzione a realizzare i ghiri gori in maniera speculare e non identica, altrimenti si noterà le’errore non appena li indosserete.
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Terminati entrambi gli orecchini, non resterà altro che realizzare un piccolo gancetto con un semplice spago o con del cotone molto resistente sul quale verrà applicata la monachella. Ecco pronti i vostri orecchini da recupero!